La regolamentazione degli aromi nel vaping

2020-10-16T11:10:27+02:00 Ottobre 16th, 2020|Mondo, Normative|0 Commenti
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Gli aromi giocano un ruolo significativo negli e-liquids, e sono amati dai vapers quanto sono osteggiati dalle autorità regolatorie. Vediamo una rapida panoramica.

Gli Stati Uniti sono i principali attori della ‘lotta’ agli aromi, accusati apertamente di avvicinare i giovani al mondo del vaping: dal 2018 si parla di un divieto dell’uso di aromi, poi attuato da varie città, fino al gennaio 2020 quando la FDA annuncia che applicherà i suoi regolamenti a determinate classi di prodotti per il vaping, incluso “qualsiasi ENDS aromatizzato a cartuccia (diverso da un ENDS a base di tabacco o mentolo)”.

Un divieto parziale è in vigore anche in Arabia Saudita, dove sono banditi alcuni aromi specifici.

Una rigorosa regolamentazione degli aromi viene applicata anche da alcuni Stati membri europei: sebbene la TPD-II non ne preveda limitazione, Finlandia, Ungheria ed Estonia, nel loro recepimento nazionale, consentono la commercializzazione solo di alcuni specifici aromi negli e-liquid. Inoltre, nei Paesi Bassi è in vigore una regolamentazione speciale, dove gli aromi destinati al vaping sono soggetti a TPD-II e quindi devono soddisfare requisiti specifici.

Oltre a non essere omogenea, la regolazione degli aromi è un argomento di discussione e spesso subisce modifiche: in Estonia, ad esempio, dovrebbe essere attualmente riammesso l’uso del sapore di mentolo (era stato bandito nel 2019 con tutti gli aromi ad eccezione di quelli del tabacco).
In Lituania è attualmente in discussione un progetto di legge per vietare gli aromi diversi da quelli del tabacco dalla fine del 2021.

Quindi, la regolazione degli aromi può variare rapidamente e notevolmente a seconda del mercato: contattaci per una descrizione completa delle regolamentazioni nei mercati di tuo interesse!