Dal 16 gennaio 2026 il governo messicano ha pubblicato nel Diario Oficial de la Federación (DOF) una riforma presentata come misura di “salute pubblica” che rafforza in modo significativo il quadro sanzionatorio relativo ai prodotti da vaping. Le disposizioni sono entrate in vigore nei giorni immediatamente successivi la pubblicazione della riforma e hanno dato avvio a misure di applicazione con effetti concreti anche per gli stranieri.
Il punto centrale della riforma è l’approccio di filiera: non si tratta soltanto di limitare la vendita al dettaglio, ma di colpire le attività commerciali connesse ai prodotti da vaping, includendo anche i cosiddetti “sistemi elettronici analoghi”, ad ogni livello (produzione, distribuzione, commercializzazione, importazione e attività connesse)
Per i viaggiatori, portare una sigaretta elettronica in valigia può trasformarsi in un problema. Fonti di stampa riportano che, in caso di controllo, i dispositivi possono essere confiscati e che sono previste sanzioni economiche molto elevate; nell’ipotesi si sospetti di casi collegati a ipotesi di distribuzione, potrebbero essere previste anche pene detentive fino a otto anni.
È utile evidenziare anche l’impostazione politica della riforma: nello stesso impianto normativo, i prodotti da vaping vengono richiamati accanto a sostanze tossiche, precursori chimici e droghe sintetiche non autorizzate (incluso il fentanyl), collocando così il vaping nello stesso perimetro di “rischio” in chiave di policy.